| Aggressione da parte delle forze dell'ordine e stato d'arresto per un ragazzo che si rifiuta di dare i documenti |
| Off Topic |
| Domenica 10 Luglio 2011 13:02 |
|
L'episodio è avvenuto in Via Consoli del Mare, strada che uscendo da Cavalieri costeggia un lato della Scuola Normale Superiore, all'interno della quale si stava svolgendo una festa. Le pattuglie dei Carabinieri e della Polizia sono arrivate all'entrata della Scuola denunciando dei “problemi di ordine pubblico” che – secondo loro – si stavano verificando fuori dell'edificio, dove alcune persone chiedevano di entrare per partecipare alla festa. Nonostante l'evidente tranquillità della situazione e, di conseguenza, della presenza inadeguata delle forze dell'ordine, subito gli agenti hanno iniziato a richiedere i documenti dei passanti o di chi semplicemente stava uscendo dall'edificio; la giustificazione si rifaceva a “ motivi di ordine pubblico” o di “normale controllo”, senza però chiarire cosa significassero tali parole visto che di fatto non c'era alcun disordine nè alcuna situazione problematica. Dario, dottorando della Scuola Normale, che era alla festa organizzata all'interno, viene fermato mentre sta uscendo. Si apre subito un dialogo tra i carabinieri presenti e il ragazzo, vista l'insistenza da parte degli agenti di rifiutarsi di dare spiegazioni circa la richiesta dei documenti. Dopo pochi minuti, gli agenti, decisi a portarlo in caserma, lo prendono e lo spintonano ripetutamente fino a farlo cadere sul cofano di una macchina. Di fronte a questa situazione, le altre persone presenti, sbalordite dalla reazione dei carabinieri, si frappongono tra gli agenti e Dario, che stava continuando ad essere spintonato, non capendo il senso del comportamento delle forze dell'ordine. I carabinieri lo trascinano, quindi, con colpi in diverse parti del corpo e torsioni della mano ammanettata, dentro la volante e partono con elevata velocità verso la caserma, rischiando persino di investire le persone che si erano fermate per l'accaduto. Subito un corteo spontaneo indignato per il deliro di potere delle forze dell'ordine raggiunge la caserma dei Carabinieri, chiedendo di poter vedere il ragazzo e accertarsi della sua salute, viste le percosse subite. Ma la caserma è risultata violentemente chiusa: porte sbarrate e nessuna risposta al citofono. I carabinieri hanno negato l'accesso all'avvocato e all'ambulanza, che è stata chiamata per accertarsi che Dario fosse medicato dopo i colpi dati dagli agenti. La negazione del diritto alle cure mediche è stata giustificata con motivi di “prevenzione a un possibile assedio” da parte dei partecipanti al presidio, poco meno di un centinaio di persone; solo dopo due ore hanno permesso ad un parente di entrare e dopo quattro hanno chiamato un'altra ambulanza per portarlo all'ospedale. L'inaudito comportamento dei carabinieri nei confronti di una situazione di semplice socialità serale e la violenza delle loro azioni, si sono tradotte in uno stato di arresto per resistenza a pubblico ufficiale verso chi chiedeva solo spiegazioni. Quanto verificatosi ieri sera si inserisce evidentemente in un clima di tensione che non è altro che l'effetto di anni di politiche fondate sul controllo poliziesco e sulla gestione militare della socialità (come insegnano i casi di piazza Sant'Omobono e piazza dei Cavalieri) nella città di Pisa, in cui tra le istituzioni vige una preoccupante deriva securitaria. Non possiamo accettare altri episodi del genere. Esigiamo il rilascio immediato di Dario, al quale esprimiamo tutta la nostra solidarietà.
|