Dissentire e ribellarsi non è un reato! Presidio di solidarietà per gli arresti al popolo della Val Susa
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Giovedì 26 Gennaio 2012 13:26

OGGI ALLE 17.00 PRESIDIO DI SOLIDARIETA' DAVANTI AL COMUNE - Stamattina una grande "retata" della Procura di Torino (repubblica.it) ha arrestato e denunciato più di 26 persone coinvolti nei fatti della Val Susa dello scorso 3 luglio. L'azione repressiva nei confronti di chi ha posto il proprio corpo a difesa dei ben comuni, contro un'opera inutile e dannosa che in tempi di crisi non fa altro che aggravare il debito in cui verso lo Stato, vuole bloccare il dissenso, impedire che ci siano rivolte subito rimandanti ad un altro modello di gestione e di società contro il pensiero unico neoliberista. Ancora una volta, con questa manovra della Procura, vengono difesi gli interessi della finanza speculativa, difesa dalla BCE, che vuole le opere inutili per valorizzare il suo capitale, senza contare il grave colpo alla vita stessa degli abitanti della Valle e dei cittadini che vedono dirottare risorse ormai preziose nella costruzione dell'alta velocità. Ma la difesa dei beni comuni non si arresta! Liber* tutt* e liber* subito!

 

Di seguito i comunicati di solidarietà dalle città in cui i compagni sono stati arrestati:

La conquista dei beni comuni non si arresta! Damiano e Davide liberi subito! Liber* tutt* (da globalproject.info)

 

Il contagio: è la parola magica per capire il nostro tempo. La crisi dei mutui subprime e delle banche ha proceduto per contagio. Per contagio è esplosa la crisi dell'euro: come un'influenza, dalla Grecia all'Italia, dall'Irlanda alla Spagna. E ora anche la Francia e l'Austria, e la stessa Germania, che tutti i “medici” ritenevano immune.

I contagi che andrebbero prevenuti e curati, quelli che colpiscono il 99% della società, sono lasciati liberi, perché solo la libera concorrenza può salvare il mondo: questa è la dottrina inossidabile di top manager e ad delle holding bancarie, agenzie di rating e economisti. Quindi privatizzazioni, demolizioni del welfare e del diritto del lavoro, disoccupazione e povertà, devastazione ambientale e razzismo di Stato.

Ma l'estensione del contagio spaventa un pochino: e se qualcuno prova a ribellarsi? Allora entrano in gioco i governi nazionali e le procure più zelanti. La puntualità con cui questa mattina la procura di Torino, la solita, quella di Caselli, ha colpito il variegato “popolo No Tav” la dice lunga: di fronte al dilagare delle proteste di autotrasportatori e «forconi» occorre dare un segnale, spaventare e, soprattutto, impedire che segmenti sociali diversi si uniscano nella lotta. La durezza della crisi non ammette parole di dissenso, non tollera la dialettica democratica e la sospensione della democrazia deve procedere inesorabile, contro studenti e amministratori locali, giovani attivisti che non accettano di stare in silenzio di fronte allo scempio della Tav in Val Susa.

Ancora una volta, come accadde nell'estate del 2009, dopo le contestazioni del G8 di Torino, Caselli non perde occasioni per aprire le danze. Una maxi-operazione con decine di perquisizioni e arresti, misure cautelari che colpiscono giovani e giovanissimi incensurati, gettati nella solitudine e nella disperazione del carcere, solo per aver partecipato ad una grande manifestazione, quella del 3 luglio scorso, alla quale hanno preso parte oltre 70.000 persone, la Valle tutta quanta. Viene scelta una lotta simbolo, per chiarire a chi non l'avesse ancora capito, che il governo Monti non scherza, che il diritto al dissenso è un vecchio ricordo costituzionale che ora occorre mettere da parte, perché a contare e a decidere sono solo i mercati finanziari, gli stessi che hanno gettato il mondo nel burrone con le loro frodi e i loro saccheggi. Si colpisce la Val Susa, ma si parla ai pescatori, ai movimenti sardi e siciliani. Di più: si avvisano giovani e studenti che per loro è giunto il momento di stare buoni, di accettare senza lagne disoccupazione e povertà.

Non ci faremo intimidire, le loro manette non ci spaventano!

Siamo con Damiano e Davide! Studente di Scienze politiche e della rete studentesca UniCommon il primo, generoso protagonista del movimento dell'Onda nel 2008 e delle mobilitazioni dello scorso autunno, contro i tagli di Tremonti e Gelmini all'università. Attivista del movimento per il diritto all'abitare Action il secondo, da sempre al fianco dei più deboli e dei senza casa. Li vogliamo liberi e li vogliamo liberi subito, perché dissentire contro le opere inutili, difendere i beni comuni e i territori, tutto questo non è reato!

Siamo al fianco di tutti gli arrestati e gli indagati, anche per loro chiediamo libertà immediata!

Di questo e di molto altro parleremo nella conferenza stampa fissa per oggi 26 gennaio, ore 13 presso la facoltà di Scienze politiche di Roma.

Anomalia Sapienza/UniCommon, Point break – studentato occupato, Action – diritti in movimento, Esc – atelier autogestito, Assemblea di Medicina, Horus project, Strike, Csoa Corto Circuito, Csoa La Strada, Angelo Mai/Altrove, Laboratorio Puzzle, Csoa Sans Papier, Csoa Spartaco, Onda rossa 32

Info: 347 0913692

Liberi tutti subito! Libertà per la Val Susa! (da globalproject.info)

 

Da questa mattina su ordine della Procura di Torino è in corso un'operazione sul territorio nazionale nei confronti di decine di manifestanti e attivisti sulle mobilitazioni No Tav.

Arresti, fermi, obblighi di dimora. Anche a Bologna perquisizioni e misure cautelari contro un nostro fratello, un nostro compagno, Alvise, al quale è stato notificato un obbligo di dimora per i fatti avvenuti nella giornata di lotta del 3 di luglio in Val Di Susa. Alvise è un attivista del Tpo, un nostro fratello impegnato nella lotta per la ricinquista dei beni comuni.

Siamo complici con Alvise, con il movimento No Tav, con chi il 3 luglio in Val Susa ha lottato e con chi continua a lottare per difendere i propri territori.

La lotta No Tav parla di diritti, di dignità, di difesa del territorio da un'opera inutile e dannosa, di sostegno all'ambiente e alla vita, di beni comuni. Un movimento reale che con questa operazione vorrebbero fermare, intimidire. Ma si illudono, perchè sappiamo già che non succederà.

Il 3 luglio in Val Susa c'eravamo tutti e sappiamo cosa é realmente successo: un attacco gravissimo, quello delle forze dell'ordine nei confronti di manifestanti, cittadini, che sono stati brutalizzati, picchiati, attaccati.

L’assedio al cantiere del 3 luglio è stato fatto da tutti e tutte.

Noi sappiamo che sono loro i veri colpevoli: persone che con manganelli, lacrimogeni e altri corpi contundenti, hanno dato prova già altre volte del loro coraggio. Hanno sparato gas, hanno cercato di uccidere Jacopo con un colpo di gas cs sparato da un metro al torace, hanno torturato persone ferite, hanno preso in ostaggio per ore il nostro fratello Fabiano, oggetto di pestaggi, sfondamento con un tubo di ferro del setto nasale, nascondendosi dietro le loro divise.

Noi ci mettiamo in gioco ogni giorno e non abbiamo paura di farlo. Continueremo ad essere al fianco della lotta NoTav, continueremo a prendere parola, continueremo a scendere per le strade di questo paese. Sabato 28 saremo a Napoli per il Forum della rete dei comuni per i beni comuni, perchè crediamo che sia un'occasione per costruire qualcosa di reale e concreto. E lunedì 30 saremo di nuovo in piazza, in occasione della visita di Napolitano a Bologna, per rivendicare diritti e libertà, un presente e un futuro degno, che ogni giorno ci viene negato. E accanto a noi vogliamo Alvise.

Vi invitiamo stasera al Tpo alle 21 per la presentazione del docufilm sugli indignados "rimetti a noi i nostri debiti". Per una serata al fianco di Alvise.

Chiediamo l'immediata liberazione di tutte e tutti! Libertà per la Val Susa, Per la riconquista dei beni comuni.

Tpo Bologna

Genova: la Val Susa non si arresta, Gabry libero subito!

Alle sei di questa mattina lo Stato ha nuovamente deciso di colpire la resistenza del Movimento No Tav in Val di susa. I poteri forti, gli speculatori quelli che si arricchiscono alle spalle dei beni comuni cercano attraverso l'ingiustizia e la paura di punire chi ha lottato e continuerà a lottare contro la violenza di un cantiere piazzato in mezzo ad una valle per costruire un'opera inutile e dannosa come la TAV.

Alle prime luci dell'alba in tutta Italia la polizia ha fatto irruzione in decine di abitazioni arrestando 26 persone con l'accusa di resistenza aggravata per la manifestazione che si è svolta in Val di Susa il 3 luglio dell'anno scorso. Anche a Genova, Gabriele, un ragazzo di 25 anni, un nostro compagno, è stato portato via e rinchiuso nel carcere di Marassi. Resistenza è la parola chiave di questa situazione. Perché, nonostante i mezzi di informazione cerchino in ogni modo di distorcere la realtà dei fatti, quello che è avvenuto il 3 luglio in Val di Susa appare limpido e chiaro.

Alla violenza dello Stato che, per tutelare l'interesse speculativo di pochi ricchi, ha militarizzato una valle inviando centinaia di poliziotti in assetto da guerra, militari e corpi speciali, la popolazione ha reagito. Legittimamente. Uomini, donne giovani, anziani anche bambini hanno cercato di riprendere quel pezzo di terra sottratto alla Valle. La violenza della polizia si è espressa nelle sue massime forme. Oltre a sanguinosi pestaggi, migliaia di candelotti lacrimogeni di un gas tossico e cancerogeno sono stati sparati verso chi cercava di avvicinarsi al cantiere intossicando la montagna e le persone. Ma la Val Susa e l'Italia quel cantiere mostruoso non lo vogliono. Il movimento No Tav è fatto di corpi che si mettono in gioco sfidando la violenza della polizia, sfidando la tossicità dei gas con i limoni e le maschere antigas. Il movimento No Tav fa paura perché è legittimo, è giusto e soprattutto perché non china la testa.

Lo Stato non riesce a spezzare la resistenza di fronte al cantiere e quindi ora cerca di spezzarla attraverso gli arresti, la negazione della libertà. Vuole diffondere insicurezza e paura. Gli arresti e le accuse di questa mattina sono illegittimi.  Sono un abuso di potere ed un ulteriore prova di come questo governo e questa società non siano in grado di dialogare con le esigenze dei cittadini, con i bisogni del bene comune ma attivino mezzi e risorse solo per proteggere gli interessi speculativi della mafia imprenditoriale di questo paese attraverso imposizioni e violenze.

In Val Susa c'eravamo tutti, e quello che abbiamo fatto ha un nome: resistenza. La nostra solidarietà attiva va a Gabriele e a tutti gli arrestati di questa mattina. Non lasceremo al potere la possibilità di giocare con la vita e la libertà delle persone. Devono essere liberati subito. Sarà Dura ma la resistenza continuerà in val di Susa come in tutta Italia.

LIBERI TUTTI SUBITO.

Aut Aut 357 - Genova