Karim e la legge del più forte
Scelti Per Voi
Sabato 21 Gennaio 2012 14:15

Pubblichiamo questo articolo dell'associazione culturale aut-aut riguardo al corteo della comunità tunisina degli scorsi due giorni a Pisa a seguito dell'omicidio da parte della polizia di Stato di Karim nei pressi di Sarzana. L'atteggiamento vergognoso delle forze dell'ordine si è riprodotto anche nell'impedire ai tunisini di arrivare a la Spezia e commemorare Karim, caricandoli perché avevano cercato di contrattare il biglietto.

Nella notte tra lunedì e martedì, sull'A12 all'altezza di Sarzana, una macchina con a bordo quattro giovani tunisini supera un posto di blocco delle forze dell'ordine senza fermarsi. La polizia parte all'inseguimento, la macchina dopo poco inchioda e i quattro iniziano una fuga a piedi, prendendo i campi adiacenti l'autostrada.

La Polizia si ferma e spara, come nella miglior tradizione da film poliziesco. Peccato che non sia un film e uno dei ragazzi cade a terra morto, stecchito. La notizia non ha avuto grande risalto, ma d'altronde a chi volete che interessi se un ventenne tunisino muore, colpito a morte da un pallottola di Stato, perchè scappava dal suo destino certo: la galera ?

Ai suoi amici e a suo fratello (residente a Pisa) per esempio, e a diversi suoi connazionali, che ieri si sono ritrovati in corteo per chiedere verità e giustizia. Un corteo, quello della comunità tunisina, che si è concluso in via la Pergola, e che ieri sera si è dato appuntamento a stamattina in stazione, per prendere un treno che li portasse al funerale del loro fratello ucciso.

Stamani però, in mezzo ad una stazione piena di poliziotti, i fratelli di Karim hanno osato tentare di salire su un intercity cercando di negoziare sul prezzo del biglietto. Criminali, non c'è che dire: non volevano pagare il prezzo per raggiungere il corpo inanimato del loro fratello ammazzato come nel Far West.

La polizia invece, con la divisa dell'assassino di Karim, ha pensato bene di caricarli, per riportare l'ordine e la legalità, come di consueto.

Alla fine i circa 80 giovani hanno fatto il biglietto e sono riusciti a raggiungere La Spezia, dove hanno sfilato in corteo verso l'obitorio, attorniati da un'imponente servizio d'ordine organizzato per l'occasione dalle forze di polizia.

Insomma tutto è bene quel che finisce bene. I tunisini senza dare troppo fastidio hanno portato il loro dolore per un altro fratello ucciso, vittima di un sistema che sull'esclusione ha basato la sua normale routine, e la polizia ha fatto ciò per cui è pagata, far rispettare la legge, quella dei più forti.