| Ricordare Genova, dieci anni dopo, a Pisa. Interista all'avv. Ezio Menzione |
| Venerdì 15 Luglio 2011 12:32 |
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Ma, si dice, Genova è passata, è roba vecchia. Pisa, luglio 2011: c'è una festa alla Scuola Normale, alcuni giovani tentano di entrare come "portoghesi", vengono bloccati dalla vigilanza, che chiama i carabinieri i quali, prontamente intervenuti, procedono alle identificazioni. Interviene un normalista a chiedere ragione di tale comportamento alla squadra di CC: non c'è bisogno di forza pubblica per negare l'ingresso ai non invitati alla festa. I carabinieri aggrediscono il normalista che viene portato via sanguinante davanti agli occhi esterrefatti di tanti altri, normalisti e no. Pare che il giovane abbia dato un morso a un carabiniere mentre lo stavano fermando. Ne dubitiamo, ma anche se così fosse: è vietato rivoltarsi contro chi ti sta ingiustificatamente picchiando e arrestando? E se ti tengono fermo per le braccia, che cosa altro puoi usare se non la bocca? Genova non ha insegnato proprio nulla. Nemmeno le sentenze che pure hanno condannato gli agenti che avevano fermato i dimostranti senza ragione. E neppure quelle che avevano condannato chi aveva infierito contro i dimostranti inermi (vi ricordate la foto di Canterini?) o addirittura già fermati o arrestati. A margine di questa "piccola macelleria messicana" ci hanno colpito le prese di posizione del Direttore della Normale e del sindaco di Pisa. Peggio ancora il sindaco Filippeschi che dichiara testualmente: "Non si possono subire prepotenze e non devono esistere zone franche dove non si rispetti il lavoro delle forze dell'ordine e non si tutelino regole fondamentali di convivenza garantite come diritto per tutti i cittadini dalle leggi e dai regolamenti comunali". Le prepotenze, signor sindaco, di chi sono state: del normalista che ha cercato di chiedere spiegazioni o dei carabinieri che lo hanno pestato a sangue? Ma Filippeschi evidentemente è così obnubilato dalla "questione Piazza dei Cavalieri" da non sapere più distinguere di chi sia la responsabilità e per che cosa. Ripulire la piazza da chi la sera vi si ritrova per bere e fare un po' di musica sembra essere il problema centrale di questa amministrazione comunale e per farlo va bene la militarizzazione dello spazio vasariano, senza troppo distinguere se in questo caso i CC hanno aggredito giovani schiamazzanti o un normalista che chiedeva spiegazioni. Non andrebbe bene nemmeno il primo caso, ma il secondo no di sicuro. Fosse per il nostro sindaco, si capisce, a Piazza dei Cavalieri ci metterebbe le cancellate e i tornelli. E invece proprio la degenerazione che questo caso drammaticamente mostra, dovrebbe indurre a ripensare e ridiscutere l'intera questione del vivere nella quiete ma anche nella vivacità durante la notte e durante il giorno. |